La storia di Chiara

Buongiorno,

mi chiamo Chiara , sono separata da meno di un anno , ovvero da quando mi sono ribellata a un marito prepotente . Da allora la mia situazione economica è peggiorata , anzi c’è da dire che sono stata messa letteralmente in ginocchio economicamente e professionalmente . Tutto questo è accaduto perchè io lavoravo anche con mio marito e portavamo avanti l’azienda di famiglia , azienda dalla quale mai ho ricevuto alcuna retribuzione ( i soldi servivano per la famiglia e per pagare le tasse dell’azienda!).

Ed ecco che all’improvviso tutto ciò che hai costruito con i tuoi sacrifici si dissolve con poche azioni , a causa di chi decide di punire la moglie privandola dei mezzi di sussistenza . Non c’entra il fatto che lui ha un altra , tu sei e devi essere sempre in suo potere altrimenti devi scomparire dalla faccia della terra, perchè ogni azione avrà come unico scopo quello di punirti , e le punizioni in italia si attuano privando le donne dei soldi , cessando l’attività e facendoti trovare all’improvviso piena di debiti e senza lavoro.

I beni nel frattempo vengono distribuiti a familiari compiacenti .
Per quanto riguarda la vendita di una casa avvenuta pochi mesi fa mi sono attivata, come suggerito da voi, a trovar un avvocato che potesse tutelare i miei diritti attraverso una azione legale specifica per questo tipo di comportamenti e infine grazie per avermi detto che i soldi del mantenimento sono dovuti , come quelli ai dipendenti , insomma per dirlo con le mie parole se non ricevo i soldi del mantenimento io posso far valere il mio diritto al di sopra di altri creditori!

Oggi fatico ancora, vado avanti ma almeno sono libera dalle botte e mi sento di non essere più così sola.

Riprendiamoci la libertà, la storia di L.

Sono un’ insegnante e dopo tanti anni di matrimonio e di violenze  ho sopportato ogni forma di abuso in silenzio, pensando che l’unico modo per tutelare i miei figli era rimanere in casa e salvaguardare una parvenza di famiglia , tutto perché due stipendi oggi sono necessari per far studiare i propri figli e vivere dignitosamente.

Spesso noi donne siamo portate ad affidare la gestione economica ai nostri mariti, le bollette, il conto in banca senza sapere e capire fino in fondo le entrate e le uscite di un nucleo familiare composto da quattro persone .

Nel mio caso, lui era un libero professionista  e come tutti i liberi professionisti non ha mai avuto un reddito certo. Per questo sono stata costretta, nell’interesse della famiglia, a garantire con il mio stipendio un prestito personale, di cui poco più di tre rate sono state pagate , per non parlare di assegni emessi a mio nome e dal mio conto corrente.

Per farla breve, il risultato durante la separazione è stato che mio marito si è spogliato di tutti i beni,  dichiarando da libero professionista poco piu’ di € .6.500.00 all’anno mentre io ho ricevuto una serie di azioni giudiziarie: ad esempio sono segnalata come cattiva pagatrice perché oberata di debiti, mi manca solo che il giudice stabilisca un mantenimento da versare al mio ex marito e il quadro della violenza economica è al completo.

Grazie per il vostro servizio di Mia Economia, insegnante alle donne come tutelarsi e come difendersi da questo tipo di violenza e indirizzatele tutte verso percorsi di indipendenza economica e di libertà.

L.