Riprendiamoci la libertà, la storia di L.

Sono un’ insegnante e dopo tanti anni di matrimonio e di violenze  ho sopportato ogni forma di abuso in silenzio, pensando che l’unico modo per tutelare i miei figli era rimanere in casa e salvaguardare una parvenza di famiglia , tutto perché due stipendi oggi sono necessari per far studiare i propri figli e vivere dignitosamente.

Spesso noi donne siamo portate ad affidare la gestione economica ai nostri mariti, le bollette, il conto in banca senza sapere e capire fino in fondo le entrate e le uscite di un nucleo familiare composto da quattro persone .

Nel mio caso, lui era un libero professionista  e come tutti i liberi professionisti non ha mai avuto un reddito certo. Per questo sono stata costretta, nell’interesse della famiglia, a garantire con il mio stipendio un prestito personale, di cui poco più di tre rate sono state pagate , per non parlare di assegni emessi a mio nome e dal mio conto corrente.

Per farla breve, il risultato durante la separazione è stato che mio marito si è spogliato di tutti i beni,  dichiarando da libero professionista poco piu’ di € .6.500.00 all’anno mentre io ho ricevuto una serie di azioni giudiziarie: ad esempio sono segnalata come cattiva pagatrice perché oberata di debiti, mi manca solo che il giudice stabilisca un mantenimento da versare al mio ex marito e il quadro della violenza economica è al completo.

Grazie per il vostro servizio di Mia Economia, insegnante alle donne come tutelarsi e come difendersi da questo tipo di violenza e indirizzatele tutte verso percorsi di indipendenza economica e di libertà.

L.

Violenza economica, la storia di E.

Finalmente qualcuno parla di violenza economica , negli anni abbiamo guardato sempre alla violenza di genere come violenza fisica e psicologica , e tutti anche noi vittime l’abbiamo sottovalutata, eppure è quella che ti fa restare a casa con il maltrattante , perchè non sai dove andare ma sopratutto cosa dar da mangiare ai tuoi figli. Quando ho deciso di dire basta alle continue vessazioni e violenze , ed ho chiesto la separazione la prima cosa di cui sono stata privata sono stati i soldi , mi sono detta che avrei trovato un modo , l’importante era partire con le denunce penali , la separazione e preservare i miei figli da quel mostro che si chiama violenza assistita , il centro a cui mi sono rivolta mi ha fornito anche un sostegno psicologico e mentre tutto l’iter giudiziario con i suoi tempi si avviava , a me ed ai miei figli iniziavano a mancare i beni di prima necessità . Ho iniziato ad andare in giro alla ricerca di un lavoro , io sono figlia unica e mia madre vive solo della pensione sociale , ho pensato che forse potevo riprendere in mano la mia vita e con un amica abbiamo intrapreso un percorso per un attività imprenditoriale , lei avrebbe provveduto alla parte economica fin quando non avremmo ingranato , ma in questo percorso burocratico scopro che non posso accedere ad alcun agevolazione o finanziamento perchè segnalata presso la Centrale Rischi d’Intermediazione Finanziaria (la cosiddetta Crif) come cattiva pagatrice! Mi sono detta che c’era un errore , che io non avevo mai contratto alcun debito , per questo vi ho contattati e grazie ad una serie di consigli e di percorsi suggeriti dal vs sportello , ho deciso di andar fino in fondo d ho scoperto che il mio ex aveva utilizzato i miei documenti ed il mio nome intestandomi un autovettura e un finanziamento non pagato , e infine quando mi sono recata presso gli uffici Equitalia – Agenzia delle Entrate ho scoperto che di questa autovettura non erano stati pagati i bolli e le multe . Ora sto cercando risanare la mia posizione economica attraverso percorsi stragiudiziali e giudiziali per ridimensionare e arginare la mia posizione debitoria , perchè solo cosi potro’ ricominciare da me . Purtroppo anche noi vittime spesso consideriamo la violenza economica un fatto marginale mentre è quella che ti tarpa le ali e spesso non ti fa uscire da questo circolo vizioso dove il maltrattante continua a nuocerti nonostante tu abbia deciso di dire basta !!

Grazie per tutto, E.