Cosa fare in caso di violenza economica secondo Reama

Ci sono diversi modi in cui un uomo può esercitare potereprepotenza controllo su una donna. C’è la violenza fisica, quella più evidente e facile da riconoscere, ma c’è anche un’altra forma diviolenza domestica che può inserirsi nei contesti familiari, la violenza economica. Ci sono donne che non possono avere accesso alle risorse finanziarie della famiglia, perché tutto è in mano a lui ed è lui l’unico ad avere accesso al conto. Donne che si ritrovano senza scarpe e senza i soldi per i figli, donne costrette a farsi bastare le scarse risorse che il marito dispensa, pochi euro per i bisogni di una settimana. [Leggi la nostra intervista su Lettera Donna]

Cos’è la violenza economica

Se ne parla poco, eppure la Violenza Economica è una delle più diffuse, ed è anche quella che spesso impedisce ad una donna di lasciare un uomo violento, salvare i propri figli o rifarsi una vita.
Anche per questo @reamanetwork , la Rete di auto-mutuo-aiuto promossa da Pangea, ha attivato fin da subito uno Sportello online sulla violenza economica.
Scopri tutto sul sito www.reamanetwork.org e cambia il tuo futuro oppure scrivici allo sportello miaeconomia@reamanetwork.org .

Riprendiamoci la libertà, la storia di L.

Sono un’ insegnante e dopo tanti anni di matrimonio e di violenze  ho sopportato ogni forma di abuso in silenzio, pensando che l’unico modo per tutelare i miei figli era rimanere in casa e salvaguardare una parvenza di famiglia , tutto perché due stipendi oggi sono necessari per far studiare i propri figli e vivere dignitosamente.

Spesso noi donne siamo portate ad affidare la gestione economica ai nostri mariti, le bollette, il conto in banca senza sapere e capire fino in fondo le entrate e le uscite di un nucleo familiare composto da quattro persone .

Nel mio caso, lui era un libero professionista  e come tutti i liberi professionisti non ha mai avuto un reddito certo. Per questo sono stata costretta, nell’interesse della famiglia, a garantire con il mio stipendio un prestito personale, di cui poco più di tre rate sono state pagate , per non parlare di assegni emessi a mio nome e dal mio conto corrente.

Per farla breve, il risultato durante la separazione è stato che mio marito si è spogliato di tutti i beni,  dichiarando da libero professionista poco piu’ di € .6.500.00 all’anno mentre io ho ricevuto una serie di azioni giudiziarie: ad esempio sono segnalata come cattiva pagatrice perché oberata di debiti, mi manca solo che il giudice stabilisca un mantenimento da versare al mio ex marito e il quadro della violenza economica è al completo.

Grazie per il vostro servizio di Mia Economia, insegnante alle donne come tutelarsi e come difendersi da questo tipo di violenza e indirizzatele tutte verso percorsi di indipendenza economica e di libertà.

L.

Violenza economica, la storia di E.

Finalmente qualcuno parla di violenza economica , negli anni abbiamo guardato sempre alla violenza di genere come violenza fisica e psicologica , e tutti anche noi vittime l’abbiamo sottovalutata, eppure è quella che ti fa restare a casa con il maltrattante , perchè non sai dove andare ma sopratutto cosa dar da mangiare ai tuoi figli. Quando ho deciso di dire basta alle continue vessazioni e violenze , ed ho chiesto la separazione la prima cosa di cui sono stata privata sono stati i soldi , mi sono detta che avrei trovato un modo , l’importante era partire con le denunce penali , la separazione e preservare i miei figli da quel mostro che si chiama violenza assistita , il centro a cui mi sono rivolta mi ha fornito anche un sostegno psicologico e mentre tutto l’iter giudiziario con i suoi tempi si avviava , a me ed ai miei figli iniziavano a mancare i beni di prima necessità . Ho iniziato ad andare in giro alla ricerca di un lavoro , io sono figlia unica e mia madre vive solo della pensione sociale , ho pensato che forse potevo riprendere in mano la mia vita e con un amica abbiamo intrapreso un percorso per un attività imprenditoriale , lei avrebbe provveduto alla parte economica fin quando non avremmo ingranato , ma in questo percorso burocratico scopro che non posso accedere ad alcun agevolazione o finanziamento perchè segnalata presso la Centrale Rischi d’Intermediazione Finanziaria (la cosiddetta Crif) come cattiva pagatrice! Mi sono detta che c’era un errore , che io non avevo mai contratto alcun debito , per questo vi ho contattati e grazie ad una serie di consigli e di percorsi suggeriti dal vs sportello , ho deciso di andar fino in fondo d ho scoperto che il mio ex aveva utilizzato i miei documenti ed il mio nome intestandomi un autovettura e un finanziamento non pagato , e infine quando mi sono recata presso gli uffici Equitalia – Agenzia delle Entrate ho scoperto che di questa autovettura non erano stati pagati i bolli e le multe . Ora sto cercando risanare la mia posizione economica attraverso percorsi stragiudiziali e giudiziali per ridimensionare e arginare la mia posizione debitoria , perchè solo cosi potro’ ricominciare da me . Purtroppo anche noi vittime spesso consideriamo la violenza economica un fatto marginale mentre è quella che ti tarpa le ali e spesso non ti fa uscire da questo circolo vizioso dove il maltrattante continua a nuocerti nonostante tu abbia deciso di dire basta !!

Grazie per tutto, E.