Giù le mani dalle Case delle donne

Dal Corriere della Sera

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La Casa Internazionale delle DonneLucha y Siesta ma non solo. Gli spazi femminili e femministi, luoghi di autodeterminazione con un valore sociale immenso, continuano a essere sotto attacco da nord a sud.
E se oggi a Roma si terrà la manifestazione contro la chiusura delle Casa delle donne, a cui aderiamo e a cui diamo tutto il nostro sostegno, da domani a Lecce il Centro Antiviolenza Renata Fonte, della Rete Reama, verrà trattato alla stregua di una attività qualunque di tipo commerciale.
Dopo 21 anni di attività al fianco delle donne, dopo tanti successi, battaglie, notti insonni e festività dedicate a chi subisce violenza, senza limiti di tempo o di orario, per scongiurare lo sfratto che gli venne intimato già diverso tempo fa, da domani dovrà iniziare a pagare sia l’affitto che le utenze per lo stabile che gli era stato concesso in comodato d’uso. Questo nonostante il centro stesso rientri negli ambiti territoriali come previsto dalla legge e porti avanti da decenni un servizio gratuito per le donne che altrimenti non lo avrebbero.

Le Case delle donne, come i centri antiviolenza, sono luoghi a cui si deve invece riconoscere l’autonomia e il valore sociale, politico ed educativo che riversano intorno. Invece, mettendoli alla stregua di ogni altra realtà che macina profitto, il regolamento del patrimonio comunale ne disconosce di fatto il tessuto sociale, culturale e associativo.
Questo non può accadere ed è per questo che ci uniamo al coro di chi rivendica #FateciSpazio