L’anno delle donne

E’ stato un anno difficile per le donne, che si è concluso nel peggiore dei modi: sei femminicidi in sette giorni a cavallo del Natale.

Quest’anno lo salutiamo così, con una tombola di numeri dietro i quali continuiamo a perderci, perché, ancora oggi, non esiste un metodo di rilevazione ufficiale che certifichi la realtà drammatica dei femminicidi in Italia su cui poi creare vere politiche di prevenzione e contrasto della violenza.

Un’estrazione triste come la tombola che ci si appresta a giocare, iniziata con un certo anticipo rispetto al Natale quando, in occasione del 25 novembre, persino il Viminale diede i numeri, attestando i femminicidi a 32.

Nella realtà abbiamo fatto tombola con il 106: è questo il numero dei femminicidi avvenuti nel 2018, contandoli dalla stampa. E non siamo neanche sicure che la stampa li abbia contatti tutti!

Per gli altri numeri, quelli – ad esempio – delle donne maltrattate, stuprate, minacciate e perseguitate… quelli delle donne sconfitte da un sistema che non ha reso loro giustizia, degli orfani e dei parenti di chi non c’è più, dei bambini sottratti alle loro madri, delle madri violate nel loro amore più grande: i loro figli! Beh per tutte e tutti loro si aspetta ancora il sorteggio dei numeri tra il ministero della Giustizia, dell’Interno, della Difesa, della Sanità, dalle Istituzioni tutte! Ma per loro e tutte e tutti non vogliamo solo i numeri,vogliamo i fatti ! Basta emozionarsi basta promettere e basta inventare nuove ricette .

Chiediamo al 2019 un cambio di passo, applicando – ad esempio – quella Convenzione di Istanbul che nell’approccio integrato al tema della violenza contro le donne, tratteggia una linea che non lascia nulla al caso o alla sorte.

Perché per ora, abbiamo solo tanti numeri ancora da estrarre, ma sono tutti perdenti.

Noi non ci accontentiamo e non vogliamo che nessuna sia mai più sola.