Festa della Legalità e della Non violenza, XX edizione

Il centro antiviolenza Renata Fonte di Lecce,

L’Ass. Punto D di Ostia

e la Rete Reama di Fondazione Pangea Onlus

Presentano

La Festa della Legalità”

XX Edizione

OSTIA (RM) – 31 Maggio 2019 –

Teatro del Lido di Ostia – via delle Sirene 22 – ore 10.00 – 13.00

Sbarca sul mare della Capitale la XX edizione della “Festa della legalità e della non violenza”, promossa dall’associazione Donne Insieme di Lecce e dal Centro Antiviolenza “Renata Fonte”, che da vent’anni promuove una Giornata di sensibilizzazione pubblica sui temi della Legalità e della Nonviolenza con la partecipazione della Scuola, del mondo della Cultura, dei Giovani e delle Istituzioni.

La Festa della legalità, che quest’anno sarà moderata dalla giornalista Rai Soberta Serdoz, è stata ideata e voluta dal compianto Procuratore Nazionale Antimafia Piero Luigi Vigna, secondo il quale: “Un’associazione come Donne Insieme può costituire la maglia di una sorta di rete capace di organizzare la Legalità sul Territorio e fra chi lo abita e le azioni che state portando avanti nella società, con gli aiuti per chi vive momenti di sofferenza e di disagio, rientrano nel più grande progetto del restituire dignità alla persona umana”.

Quella di quest’anno sarà un’edizione speciale che avrà luogo il 31 maggio prossimo, alle 10.00, presso ilTeatro del Lido di Ostia e che vedrà la collaborazione tra il centro antiviolenza Renata Fonte di Lecce el’associazione di genere Punto D, entrambe parte di Reama – la Rete per l’Empowerment e l’Auto Mutuo Aiuto per le donne che subiscono violenza – di Fondazione Pangea Onlus.

Da questa collaborazione nasce il gemellaggio tra varie scuole di Lecce, Caivano e Ostia che saranno presenti all’evento: da Lecce l’Istituto Comprensivo “Teresa Sarti” di Campi Salentina, la Scuola Secondaria di Primo Grado “F. Cezzi” di Novoli, l’Istituto Comprensivo di Poggiardo, l’Istituto Comprensivo Minervino di Lecce e S.Cesarea Terme, l’Istituto Istruzione Secondaria Superiore “Galilei – Costa”, l’Istituto Istruzione Secondaria Superiore “E. Fermi” di Lecce, l’Ites “Olivetti”, da Ostia l’Istituto Carlo Urbani e da Caivano l’Istituto professionale Morano.

Quest’ultimo, in particolare, grazie all’impegno della sua Preside e dei docenti, è diventato presidio di legalità, riscatto e buone pratiche in un contesto difficile come quello del Parco Verde. L’esperienza di questa scuola, la cui preside Eugenia Carfora verrà premiata proprio in occasione dell’evento, è stata magistralmente descritta dalla trasmissione I Dici Comandamenti di Domenico Iannacone , nella puntata “Come figli miei” andata in onda su Rai Tre con un record di ascolti.

L’Associazione “Donne Insieme” di Lecce – capofila dell’iniziativa – che gestisce da vent’anni il Centro Antiviolenza “Renata Fonte”, è radicata sin dal 1998 nella terra salentina ed impegnata nel promuovere la cultura della Legalità contro la violenza di genere, è afferente alla Rete Nazionale Antiviolenza del Dipartimento Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è inserita nella mappatura del Numero Verde Nazionale Antiviolenza 1522.

Nel corso degli anni l’Associazione ha istituito una Rete di Servizi volti al sostegno alle donne che hanno subito la violenza maschile, al contrasto del fenomeno ed alla prevenzione attraverso azioni socio-educative rivolte alle nuove generazioni.

Il premio – afferma la presidente del Centro antiviolenza Renata Fonte, Maria Luisa Toto – parte dall’idea che non possa esserci legalità senza solidarietà perché insieme danno vita al progetto grande ed ambizioso del rispetto della dignità umana. In questa visione, l’intento di combattere l’odiosa piaga dell’omertà, ampiamente rintracciata nel fenomeno mafioso ma non sufficientemente riconosciuta nella questione femminile”.

E’ quanto mai importante unire il tema della legalità a quello della non violenza, perché solo attraverso l’incontro tra buone pratiche è possibile struttura un sistema di prevenzione afficace e intervenire prima che sia troppo tardi”, afferma Simona Lanzoni, vice presidente di Fondazione Pangea Onlus. “Ma è ancora più importante farlo mettendo insieme il mondo della scuola, con quello delle istituzioni e della società civile, come abbiamo voluto fare oggi, per rappresentare – attraverso tutte gli invitati presenti all’iniziativa – quelle famose quattro P previste dalla Convenzione di Istanbul: la Prevenzione, le Politiche integrate, la presa in carico e la punizione dei colpevoli. Ed è questo quello che tentiamo di fare ogni giorno con Reama, il progetto nato da Fondazione Pangea Onlus per creare una vera e propria rete strutturata per l’empowerment ma anche per l’auto mutuo aiuto delle donne”.

All’interno della Manifestazione si svolge la cerimonia di assegnazione del Premio Renata Fonte, Assessora del comune di Nardò – Lecce – assassinata nel 1984 all’età di 33 anni sull’uscio della sua casa di ritorno da una accesissima seduta del consiglio comunale. Amministratrice salentina che con un forte senso di legalità combatteva contro ogni forma di violenza, di degrado e di speculazione ai danni del territorio.

L’atroce ed efferato assassinio, dimenticato per lunghi anni, è stato il primo omicidio politico-mafioso perpetrato ai danni di una donna e, finalmente, nel febbraio del 2002 il Ministero dell’Interno riconosce Renata Fonte vittima di mafia. L’Associazione ha intitolato il Centro Antiviolenza a Renata Fonte per riscattare il suo diritto alla memoria storica attraverso l’impegno quotidiano in difesa delle donne.

Il Premio viene assegnato a personalità che si sono distinte nella promozione di

questi valori.

Saranno Premiati

Ilaria Cucchi, sorella di Stefano Cucchi

Linda Laura Sabbadini, statistica ed editoralista, già dirigente del Dipartimento Politiche sociali e ambientali, ISTAT; 

Antonio Maruccia, Procuratore generale della Corte d’Appello di Lecce;

Paola di Nicola, giudice presso il Tribunale penale di Roma

Eugenia Carfora, dirigente dell’Istituto professionale del Parco Verde a Caivano, Napoli

La storia di Chiara

Buongiorno,

mi chiamo Chiara , sono separata da meno di un anno , ovvero da quando mi sono ribellata a un marito prepotente . Da allora la mia situazione economica è peggiorata , anzi c’è da dire che sono stata messa letteralmente in ginocchio economicamente e professionalmente . Tutto questo è accaduto perchè io lavoravo anche con mio marito e portavamo avanti l’azienda di famiglia , azienda dalla quale mai ho ricevuto alcuna retribuzione ( i soldi servivano per la famiglia e per pagare le tasse dell’azienda!).

Ed ecco che all’improvviso tutto ciò che hai costruito con i tuoi sacrifici si dissolve con poche azioni , a causa di chi decide di punire la moglie privandola dei mezzi di sussistenza . Non c’entra il fatto che lui ha un altra , tu sei e devi essere sempre in suo potere altrimenti devi scomparire dalla faccia della terra, perchè ogni azione avrà come unico scopo quello di punirti , e le punizioni in italia si attuano privando le donne dei soldi , cessando l’attività e facendoti trovare all’improvviso piena di debiti e senza lavoro.

I beni nel frattempo vengono distribuiti a familiari compiacenti .
Per quanto riguarda la vendita di una casa avvenuta pochi mesi fa mi sono attivata, come suggerito da voi, a trovar un avvocato che potesse tutelare i miei diritti attraverso una azione legale specifica per questo tipo di comportamenti e infine grazie per avermi detto che i soldi del mantenimento sono dovuti , come quelli ai dipendenti , insomma per dirlo con le mie parole se non ricevo i soldi del mantenimento io posso far valere il mio diritto al di sopra di altri creditori!

Oggi fatico ancora, vado avanti ma almeno sono libera dalle botte e mi sento di non essere più così sola.

Stupro di guerra, dall’Onu una risoluzione ‘annacquata’

ROMA – “Molti Paesi europei non erano d’accordo, ma quello raggiunto è stato l’unico modo per arrivare ad un punto d’incontro ed e’ una vergogna internazionale”. Simona Lanzoni, vicepresidente della Fondazione Pangea, intervistata dall’agenzia Dire, ha definito in questo modo la risoluzione adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che, pur esprimendosi sulla condanna della violenza sessuale nel contesto bellico, ha accolto, per non far saltare l’intesa, la ‘linea Trump’ in tema di salute sessuale e riproduttiva secondo la quale ‘le donne stuprate in guerra non hanno diritto ad abortire’.

[Leggi qui l’intervista a Simona Lanzoni]

Cos’è la violenza economica

Sapevi che le forme di violenza sono tante e non tutte riconoscibili? La violenza economica è una di queste.

Se pensi di trovarti in una condizione simile, non esitare a contattare lo sportello Reama di Fondazione Pangea Onlus alla mail miaeconomia@reamanetwork.org verrai presa in carico da uno staff di esperte che ti affiancherà in questo percorso.
Con Reama e JUST Italia
#maipiùsole

Sul decreto Pillon chiediamo un cambio di passo reale

Oggi eravamo alla presentazione delle linee programmatiche della Commissione d`inchiesta sul femminicidio del Senato. Il lavoro da fare è tanto e ci auguriamo davvero possa essere condotto trasversalmente seguendo il solco tracciato dalla Convenzione di Istanbul attraverso le 4 “P” di Prevenzione, Politiche integrate, Protezione e Punizione.

Si tratta di una bella sfida se pensiamo a quello che ci aspetta in Parlamento: mentre la Commissione sul Femminicido presenta le sue linee guida, non abbiamo chiaro che fine faranno il ddl Pillon e gli altri 4 disegni di legge tutti simili nelle finalità a quello Pillon. Si parla di unificazione dei 5 testi e allo stesso tempo di totale superamento di quei contenuti. Questi messaggi creano confusione su quale vera strada sara’ intrapresa.

Crediamo fortemente che nessuno di quei disegni abbia i presupposti per passare perché ledono i principi di pari opportunità tra donne e uomini e mettono in pericolo le donne che vivono violenza in ambito familiare assieme ai loro figli. Noi vogliamo altro! Un cambio di passo reale. Fateci capire se sara’ veramente così