Parlano i corpi, in mostra al San Carlo le radiografie delle donne vittime di violenza

La Stampa

C’è un dolore fatto di maltrattamenti, di violenze quotidiane. Di botte, di urla, di insulti. Una sofferenza che spesso è difficile anche solo da definire per chi l’ha subita. Per lei, per loro, parlano le immagini. Quelle delle radiografie che mostrano una gamba destra spezzata. La frattura della mano sinistra. Una vertebra accavallata. È un dolore che non fa rumore, difficile da spiegare. Ma che arriva dritto al cuore di chi lo guarda, lo riconosce. Da oggi non solo di medici e infermieri del pronto soccorso. Anche di chiunque passi dall’ospedale San Carlo di Milano fino al prossimo 8 dicembre. Perché quelle immagini, le radiografie delle ossa rotte di alcune delle 355 donne arrivate al pronto soccorso del Sacco nel 2018 con un “trauma da aggressione”, in forma assolutamente anonima, sono state raccolte nell’atrio centrale dell’ospedale.

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