Ansa, ecco Reama

Violenza donne: nasce Reama, mutuo aiuto per ricominciare*
(ANSA) – ROMA, 06 MAR – Coinvolgere direttamente le donnevittime di violenza in azioni di auto mutuo aiuto. Ma senzalasciarle sole. Attorno a loro oltre 50 realt_ tra associazioni,centri antiviolenza, case rifugio, professioniste e un gruppo di16 avvocatesse che insieme compongono una fitta rete di”antenne” in tutta Italia per far conoscere e applicare laConvenzione di Istanbul.   Tutto questo þ Reama, la Rete per l`Empowerment e l`AutoMutuo Aiuto per le donne che subiscono violenza e per i lorofigli, nata dall`impegno della Fondazione Pangea Onlus con ilsostegno di Fondazione Just Italia e presentata, questa mattina,nella sede della Casa internazionale delle donne in via dellaLungara a Roma.”Le avvocatesse – ha spiegato la vicepresidente di Pangea SimonaLanzoni – fanno gratuito patrocinio. In pi° alle vittime vienefornito supporto durante le fasi investigative oltre a duesportelli online anti-violenza e anti-violenza economica e unacampagna di sensibilizzazione verso l`opinione pubblica, perchþesiste una lobby potente che sta lavorando al ritorno al passatoper quanto riguarda i diritti delle donne”.   Reama mette a disposizione anche un piccolo Fondo vittime,ovvero un piccolo sostegno economico alle donne sopravvissutealla violenza, ai loro figli o ai loro familiari come spinta per”rincominciare” e organizza seminari di Formazione einformazione comune per approfondire temi ed esperienze in unoscambio reciproco di saperi, metodologie e buone pratiche.
Valeria Valente, presidente della Commissione d`inchiesta sulfemminicidio ha ricordato la vicenda di una giovanissima donna  “violentata, proprio in queste ore a Napoli, da un branconell`ascensore della stazione. Viviamo in emergenza continua,non basta mai denunciare. Il caso di Napoli þ sfidante: sonotutti giovanissimi e la violenza si þ consumata in un luogopubblico.Parliamo di una vera regressione culturale e i sintomi sonotanti. Non solo sui social ma anche in alcuni disegni di legge oin una sentenza come quella del caso Matei, scritta male con unlinguaggio.