Fondazione Pangea su Ddl Pillon

“No a un disegno di legge che non riconosce a violenza. Basta confondere, equiparare o peggio ancora declassare la violenza del partner a una “lite in famiglia” o a un “conflitto coniugale”. Basta concentrarsi sulla mediazione familiare – per altro vietata nei casi di maltrattamenti fisici e/o psicologici dalla Convenzione di Istanbul e dalla convenzioni internazionali – senza fare alcuna distinzione tra conflitto e violenza coniugale. Basta anteporre il benessere dei genitori a quello dei dei figli, trattati in caso di separazione come pacchi da spostare da una casa all’altra senza un punto di riferimento e senza stabilità. Ma soprattutto basta negare i maltrattamenti e il vissuto traumatico delle donne e dei minori, basta alla farsa dell’alienazione parentale e delle donne che manipolano i figli quando invece cercano di proteggerli come possono.

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