Stupro di guerra, dall’Onu una risoluzione ‘annacquata’

ROMA – “Molti Paesi europei non erano d’accordo, ma quello raggiunto è stato l’unico modo per arrivare ad un punto d’incontro ed e’ una vergogna internazionale”. Simona Lanzoni, vicepresidente della Fondazione Pangea, intervistata dall’agenzia Dire, ha definito in questo modo la risoluzione adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che, pur esprimendosi sulla condanna della violenza sessuale nel contesto bellico, ha accolto, per non far saltare l’intesa, la ‘linea Trump’ in tema di salute sessuale e riproduttiva secondo la quale ‘le donne stuprate in guerra non hanno diritto ad abortire’.

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