Grevio, Simona Lanzoni rieletta vice presidente

Il Comitato degli Stati Parte della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), riunitosi il 1° aprile 2019 a Strasburgo, ha proceduto all’elezione dei 10 membri del Gruppo di esperti sulla violenza contro le donne e la violenza domestica (GREVIO). I primi 10 membri furono eletti in 4 maggio 2015 per un mandato di 4 anni, rinnovabile una volta, in scadenza il 31 maggio 2019.

La candidata italiana Simona Lanzoni è stata rieletta come membro del GREVIO, un gruppo composto da un minimo di 10 ad un massimo di 15 esperti di alta statura morale e riconosciute competenze nell’ambito dei diritti umani e dell’uguaglianza di genere.

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Comunicazione lesiva, il no di Reama

Il video propone un modello di donna ‘oggetto’, è sessista e volgare, e incita l’uomo a usare la donna, ogni donna, come oggetto della propria attività sessuale, quest’ultima per altro ritenuta nel messaggio condizione necessaria per fare prevenzione – osservano le consigliere – L’iniziativa di raccolta fondi per il reparto di urologia è lodevole ma non il modo di sponsorizzarla perché svilisce non solo il senso stesso di un evento condivisibile e necessario ma anche il lavoro di prevenzione rispetto agli stereotipi di genere che da anni realtà e associazioni portano avanti nelle scuole dello stesso territorio”.

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Pubblicità sessista, il no di Reama

«Esprimiamo il nostro dissenso per il video con Rocco Siffredi e un’attrice pornoche lui chiama Antrona come il nome del Comune che ospita l’iniziativa». È quanto affermano in un comunicato le consigliere di parità della provincia del VerbanoCusio Ossola, Marianna Rampini e Lisa Tamaro, e Simona Lanzoni, coordinatrice di ‘Reama’, la rete nazionale di Fondazione Pangea per l’empowerment e l’auto mutuo aiuto delle donne che subiscono violenza. «Il video propone un modello di donna ‘oggetto’, è sessista e volgare, e incita l’uomo ad usare la donna, ogni donna, come oggetto della propria attività sessuale, quest’ultima per altro ritenuta nel messaggio condizione necessaria per fare prevenzione – osservano le consigliere -. L’iniziativa di raccolta fondi per il reparto di Urologia è lodevole ma non il modo di sponsorizzarla perché svilisce non solo il senso stesso di un evento condivisibile e necessario ma anche il lavoro di prevenzione rispetto agli stereotipi di genere che da anni realtà e associazioni portano avanti nelle scuole dello stesso territorio».

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Ansa, ecco Reama

Violenza donne: nasce Reama, mutuo aiuto per ricominciare*
(ANSA) – ROMA, 06 MAR – Coinvolgere direttamente le donnevittime di violenza in azioni di auto mutuo aiuto. Ma senzalasciarle sole. Attorno a loro oltre 50 realt_ tra associazioni,centri antiviolenza, case rifugio, professioniste e un gruppo di16 avvocatesse che insieme compongono una fitta rete di”antenne” in tutta Italia per far conoscere e applicare laConvenzione di Istanbul.   Tutto questo þ Reama, la Rete per l`Empowerment e l`AutoMutuo Aiuto per le donne che subiscono violenza e per i lorofigli, nata dall`impegno della Fondazione Pangea Onlus con ilsostegno di Fondazione Just Italia e presentata, questa mattina,nella sede della Casa internazionale delle donne in via dellaLungara a Roma.”Le avvocatesse – ha spiegato la vicepresidente di Pangea SimonaLanzoni – fanno gratuito patrocinio. In pi° alle vittime vienefornito supporto durante le fasi investigative oltre a duesportelli online anti-violenza e anti-violenza economica e unacampagna di sensibilizzazione verso l`opinione pubblica, perchþesiste una lobby potente che sta lavorando al ritorno al passatoper quanto riguarda i diritti delle donne”.   Reama mette a disposizione anche un piccolo Fondo vittime,ovvero un piccolo sostegno economico alle donne sopravvissutealla violenza, ai loro figli o ai loro familiari come spinta per”rincominciare” e organizza seminari di Formazione einformazione comune per approfondire temi ed esperienze in unoscambio reciproco di saperi, metodologie e buone pratiche.
Valeria Valente, presidente della Commissione d`inchiesta sulfemminicidio ha ricordato la vicenda di una giovanissima donna  “violentata, proprio in queste ore a Napoli, da un branconell`ascensore della stazione. Viviamo in emergenza continua,non basta mai denunciare. Il caso di Napoli þ sfidante: sonotutti giovanissimi e la violenza si þ consumata in un luogopubblico.Parliamo di una vera regressione culturale e i sintomi sonotanti. Non solo sui social ma anche in alcuni disegni di legge oin una sentenza come quella del caso Matei, scritta male con unlinguaggio.

No a pubblicità sessista

Un video di Rocco Siffreddi che pubblicizza un evento di raccolta fondi per il reparto di urologia dell’ospedale di Domodossola sta scatenando polemiche in Piemonte. Dopo la pubblicazione online del video in cui appare il noto porno attore insieme ad una ragazza, in tanti si sono schierati contro la scelta considerandola di cattivo gusto. Tra di loro anche Marianna Rampini e Lisa Tamaro, Consigliere di parità della Provincia del Verbano Cusio Ossola, e Simona Lanzoni, coordinatrice di REAMA, la rete nazionale di Fondazione Pangea per l’empowerment e l’auto mutuo aiuto delle donne che subiscono violenza. “Il video propone un modello di donna ‘oggetto’, è sessista e volgare, e incita l’uomo ad usare la donna, ogni donna, come oggetto della propria attività sessuale, quest’ultima per altro ritenuta nel messaggio condizione necessaria per fare prevenzione” scrivono in un comunicato le consigliere.

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No a un disegno di legge che non riconosce la violenza

DDL PILLON. LANZONI (PANGEA): NO A DISEGNO LEGGE, NON RICONOSCE VIOLENZA*
(DIRE) Roma, 23 lug. – “Basta confondere, equiparare o peggio ancora declassare la violenza del partner a una `lite in famiglia` o a un `conflitto coniugale`. Basta concentrarsi sulla mediazione familiare, per altro vietata nei casi di maltrattamenti fisici e/o psicologici dalla Convenzione di Istanbul e dalla convenzioni internazionali senza fare alcuna distinzione tra conflitto e violenza coniugale. Basta anteporre il benessere dei genitori a quello dei dei figli, trattati in caso di separazione come pacchi da spostare da una casa all`altra senza un punto di riferimento e senza stabilita`. Ma soprattutto basta negare i maltrattamenti e il vissuto traumatico delle donne e dei minori, basta alla farsa dell`alienazione parentale e delle donne che manipolano i figli quando invece cercano di proteggerli come possono”. Cosi` in una nota Simona Lanzoni, vicepresidente di Fondazione Pangea Onlus e coordinatrice di Reama la rete per l`empowermente e l`auto mutuo aiuto per le donne vittime di violenza e per i loro figli, in piazza al presidio convocato da Non Una Di Meno contro il Ddl Pillon in corrispondenza della ripresa della discussione della proposta di legge in Commissione Giustizia al Senato, che ha deciso di rinviarne la discussione.   “Ecco perche` diciamo no al disegno di legge Pillon e ai Ddl collegati ed ecco perche` oggi siamo a manifestare, ancora una volta, davanti a Montecitorio: perche` questo testo non rispetta i diritti dei bambini e quelli di chi vive la violenza ed rivolto solo a coppie ricche che vogliono separarsi sulla pelle dei minori e delle donne. Questa proposta, spiega Lanzoni, “fa acqua da tutte le parti e ci pone di fronte a tanti, troppi interrogativi, che questo Governo non ha voluto ascoltare: invece delle nuove figure a pagamento come i mediatori familiari, perche` non formiamo sui temi della violenza domestica, della violenza sessuale e di quella assistita chi lavora nel pubblico, dagli operatori socio sanitari agli psicologi, passando per le forze dell`ordine, gli avvocati e i magistrati? Perche` il disegno Pillon non riconosce i maltrattamenti e gli abusi sessuali commessi dal violento quando si valutano le competenze genitoriali? Perche` richiama continuamente alla regola generale dell`affido condiviso e della bigenitorialita` perfetta, a svantaggio del diritto e della salute dei bambini a vivere liberi dalla violenza e dagli abusi?”.   Continua Lanzoni nella nota: “Perche` si vogliono estromettere i minori a partecipare e ad esprimere le proprie opinioni nelle decisioni che li riguardano, e li si obbliga ad esempio ad vere due case disgregando il centro dei propri affetti, dei propri interessi e delle proprie consuetudini? Pensiamo che questo Ddl sia improponibile e che si rivolga per lo piu` a ricchi coniugi che possono magari permettersi una doppia abitazione: per tutti gli altri determinerebbe solo un incrementerebbe del loro impoverimento e quindi l`impossibilita` a separasi. Nei casi di violenza poi, quando a quella fisica e` spesso legata quella economica, diventerebbe per la donna davvero impossibile andare via. Ed e` per questo che diciamo no al Pillon, perche` la sua approvazione avrebbe l`effetto di riportare questo paese Indietro di 40 anni, cancellando tutti gli strumenti di tutela previsti nei casi di violenza e tutti i diritti conquistati dalle donne in anni di lotta”.

Legge nuova, relatore vecchio: Pillon scriverà un nuovo ddl sull’affido condiviso

“Basta confondere, equiparare o peggio ancora declassare la violenza del partner a una ‘lite in famiglia’ o a un ‘conflitto coniugale’. Basta concentrarsi sulla mediazione familiare – per altro vietata nei casi di maltrattamenti fisici e/o psicologici dalla Convenzione di Istanbul e dalle convenzioni internazionali – senza fare alcuna distinzione tra conflitto e violenza coniugale. Basta anteporre il benessere dei genitori a quello dei figli, trattati in caso di separazione come pacchi da spostare da una casa all’altra senza un punto di riferimento e senza stabilità. Ma soprattutto basta negare i maltrattamenti e il vissuto traumatico delle donne e dei minori, basta alla farsa dell’alienazione parentale e delle donne che manipolano i figli quando invece cercano di proteggerli come possono”, denuncia Simona Lanzoni, vicepresidente di Fondazione Pangea Onlus e coordinatrice di Reama, una delle voci oggi in piazza a Roma contro il ddl Pillon.

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