Dopo vent’anni di guerra, il 16 agosto, l’Afghanistan ricade sotto i talebani, e il silenzio cala soprattutto sulle donne. Mujhda, 23 anni, nata libera a Kabul, racconta: “Quando una persona non ha voce, non ha nessun diritto. E forse, non ha neanche la vita”. Salvata dalla Fondazione Pangea, oggi vive a Roma, studia e aiuta altre rifugiate: “Ora posso realizzare i miei sogni”. Ma il suo pensiero resta alla sorella rimasta in Afghanistan: “Mi sento libera, ma so che lei non lo è”.
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