Reama-Stella
Askanews, Famiglia, Pangea: sentenza Torino giustifica carnefice e scredita donna “Misconosce maltrattamenti riducendoli a discussioni domestiche. No assoluzioni se c’è violenza”
DATA DI PUBBLICAZIONE

Roma, 11 set. (askanews) – “Non può esserci alcuna assoluzione per un caso come questo”. E’ il commento di Simona Lanzoni, vice presidente di Fondazione Pangea e coordinatrice della rete antiviolenza Reama, per la sentenza del Tribunale Ordinario di Torino sul caso di Lucia Ragna, ridotta il fin di vita dal marito. “Ciò nonostante i giudici hanno escluso il reato di maltrattamenti in famiglia, riducendoli a discussioni domestiche e a insulti e hanno messo in discussione la credibilità della donna accusata di aver procurato quanto accaduto con la sua condotta. Ancora una volta si giustifica la violenza degli uomini sotto le lenti del patriarcato, si deresponsabilizza il carnefice e si scredita la donna, capovolgendo vittima e aggressore. Una sentenza del genere è una grave forma di arretramento culturale e conferma quanto sia difficile vedere riconosciuta la violenza domestica. Ricordiamo che derubricare i maltrattamenti a conflitto è in contrasto con gli obblighi internazionali assunti dall’Italia, dalla Convenzione di Istanbul alla CEDAW e CEDU, che riconoscono la violenza contro le donne come una violazione dei diritti umani. Per questo continueremo ad opporci a qualunque
sentenza basata sugli stereotipi perché il compito dello Stato è quello di proteggere le vittime come atto di giustizia e di democrazia”, conclude Lanzoni.

Articoli
correlati